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title: Bagnanti, meduse e i problemi cutanei
description: I paesi a rischio febbre gialla
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# [Bagnanti, meduse e i problemi cutanei](https://www.ambimed-group.com/ambimed-per-i-privati/bagnanti-meduse-e-i-problemi-cutanei)

 Scritto da [Mauro Berta](https://www.ambimed-group.com/ambimed-per-i-privati/author/mauro-berta) | Feb 24, 2025 8:48:06 AM

Una delle patologie in cui un viaggiatore, in particolare nell’area caraibica, si può imbattere, è la cosiddetta **dermatite marina** o *“dermatite del bagnante”*. Viene contratta in seguito all’immersione in mare, **colpisce le zone coperte dal costume** da bagno con papule che si accompagnano a prurito intenso.

I sintomi si presentano dopo un breve lasso di tempo e persistono per circa 7-14 giorni. È una patologia auto risolutiva senza necessità di una terapia specifica, solo per i sintomi specifici quali il prurito forte vengono impiegati farmaci topici a base di cortisone o antistaminici, si ricorre a farmaci per via orale se quelli topici risultano non sufficienti a placare i sintomi.

Perché sono colpite nello specifico le zone coperte dall’indumento?

La dermatite è provocata da **larve di medusa, che rimangono intrappolate all’interno del costume**, favorendo l’attivazione delle nematocisti (organi presenti nelle meduse utilizzati come strumenti di difesa) e il rilascio delle loro tossine urticanti.

È necessario effettuare una diagnosi differenziale, per non correre il rischio di confonderla con il cosiddetto “*prurito del nuotatore*” (swimmer’s itch), che colpisce invece le zone scoperte, a causa delle cercarie (larve) di schistosomi che riescono a penetrare la cute. Inoltre, le lesioni della dermatite del bagnante possono essere, oltre che papulose, papulo-vescicolose, in parte escoriate, e comunque sempre fortemente pruriginose, altro fatto che facilita la differenziazione con lo *swimmer’s itch* durante un esame obiettivo.

Nel caso dello *swimmer’s itch* si interviene con Albendazolo, tipico farmaco utilizzato contro gli schistosomi.

### **Tossicità da meduse**

Le meduse sono classificate nel phylum Celenterati e sono note soprattutto per i loro tentacoli urticanti, caratteristica data dalle nematocisti, piccoli organi intracellulari con il compito di contenere e rilasciare le tossine responsabili degli effetti della “puntura”. Queste tossine sono composte da una mescolanza di polipeptidi (proteasi, liberatori di istamina, ialuronidasi e fosfatasi) ma soprattutto sostanze simili alla serotonina.

I bagnanti possono venire a contatto con questi celenterati sia nel Mar Mediterraneo che ai tropici.

**Nel Mediterraneo** ricordiamo la tossicità a livello cutaneo della **Pelagia Noctiluca**.

Nelle **aree tropicali e subtropicali** sono tre le **specie note per provocare gravi danni fisici **(fino anche la morte): due **Cubomeduse** e una **Idromedusa**, le prime sono presenti nel **sud est asiatico e in Australia**, mentre la seconda è presente lungo le **coste della Florida** (USA).

In genere le meduse danno reazioni cutanee come lesioni urticanti e lesioni eritemato-vescicolo-bollose nella sede di contatto con i tentacoli, che di solito non lasciano cicatrici. Particolarmente importanti sono la reazione edematosa nell’area circostante e il dolore urente (dolore simile a quello provocato dal fuoco o da corpi arroventati).

In paesi dove il consumo alimentare delle meduse è tipico, per esempio il Giappone, è opportuno ricordare che se, anche occasionalmente consumate nei pasti, possono provocare disturbi a livello gastroenterologico e cutaneo, con una reazione di tipo orticante.

Tra i problemi sistemici che sono stati descritti nei soggetti con ustioni da meduse troviamo:

- crampi muscolari;
- disturbi della vista;
- vertigini;
- nausea e diarrea.

In presenza di una puntura di medusa è opportuno pulire la zona ustionata e, per contrastare l’edema e l’infiammazione, utilizzare un gel di cloruro di alluminio al 5% (utile anche per limitare la reazione pruriginosa e la diffusione delle tossine).

Come azione di primo soccorso, può essere d’aiuto una miscela di acqua e bicarbonato o aceto bianco, per contenere la reazione dolorosa e le tossine. Tra i rimedi fitoterapici ricordiamo Aloe vera.

Per sfatare alcune leggende infondate sul trattamento delle punture di medusa ecco alcuni consigli:

- **non grattarsi o strofinare la zona irritata**, sia per evitare un peggioramento della lesione, sia perché le mani a contatto con gli occhi e la bocca, possono diffondere le tossine dando reazioni più importanti;
- **non applicare ghiaccio**;
- **non versare urina sulla lesione**, spesso pratica consigliata, perché l’ammoniaca presente per essere utile dovrebbe almeno raggiungere almeno i 40° e più in generale, non applicare ammoniaca se non a temperatura elevata;
- **non esporsi al sole**.

**Per lesioni diffuse o disturbi gravi consigliamo di rivolgersi subito ad un medico o recarsi alla struttura di Pronto Soccorso più vicina**.

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