Chikungunya

La Chikungunya è una malattia virale trasmessa all’uomo dalle zanzare infette, descritta per la prima volta in Tanzania nel 1952. È un virus appartenente al genere alphavirus della famiglia Togaviridae.
 
Il nome "chikungunya" deriva da una parola nella lingua Kimakonde (una lingua parlata da un gruppo etnico nel sud-est della Tanzania: i Makonde), che significa "spacca ossa, contorto" e descrive il caratteristico aspetto ricurvo dei malati con dolori articolari.
 

chikungunya


DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA

Il virus Chikungunya è stato identificato in più di 60 paesi tra Asia, Africa, Europa e Americhe.
In Europa, il primo focolaio autoctono di Chikungunya fu riportato nel 2007 in Emilia-Romagna, coinvolgendo oltre 200 casi di infezione tra luglio e settembre 2007. Il vettore responsabile, A. albopictus è presente in quasi 20 paesi europei.

La distribuzione globale di Chikungunya dimostra che il virus si sta espandendo a un ritmo accelerato a causa di molteplici fattori, come il cambiamento climatico e la conseguente diffusione della zanzara vettore, l’urbanizzazione o i viaggi interocontinentali che possono influenzare lo sviluppo di focolai di malattia anche in zone che non l’avevano mai sperimentata.
 

chikungunya nel mondo

Fonte: CDC
 

Outbreaks di Chicungunya

  • Negli anni 1999/2000 si è verificato un grave focolaio nella Repubblica Democratica del Congo e nel 2007 si è verificato un focolaio in Gabon.
  • A partire dal febbraio 2005, si è verificato un grave focolaio di chikungunya nelle isole dell'Oceano Indiano. Un gran numero di casi importati in Europa sono stati associati a questo focolaio.
  • Nel 2006/2007 si è verificato un grave focolaio di chikungunya in India. Anche diversi altri paesi del sud-est asiatico sono stati colpiti. Dal 2005, India, Indonesia, Maldive, Myanmar e Tailandia hanno riportato oltre 1,9 milioni di casi.
  • Nel 2007 la trasmissione è stata segnalata per la prima volta in Europa, in un focolaio localizzato nell'Italia nord-orientale. Sono stati registrati 197 casi durante questo focolaio e ha confermato che i focolai trasmessi dalle zanzare di Ae. Albopictus è plausibile in Europa.
  • Nel 2013, la Francia ha riportato 2 casi autoctoni nella parte francese dell'isola caraibica di St Martin.
  • Nel 2014, la Francia ha confermato 4 casi di infezione da chikungunya acquisita localmente a Montpellier.
  • Nel 2015, oltre 1.379.788 casi sospetti di Chikungunya sono stati registrati nelle isole dei Caraibi, di cui 191 decessi attribuiti. Anche Canada, Messico e Stati Uniti hanno registrato casi importati.
  • Nel 2015 nelle Americhe, sono stati segnalati 693.489 casi sospetti e 37.480 casi confermati di chikungunya, di cui la Colombia ha sopportato il carico maggiore con 356.079 casi sospetti.
  • Nel 2016 i paesi delle Americhe che hanno segnalato la maggior parte dei casi sono stati il ​​Brasile (265000 casi sospetti), la Bolivia e la Colombia (19000 casi sospetti, rispettivamente). Il 2016 è la prima volta che la trasmissione autoctona di chikungunya è stata segnalata in Argentina a seguito di un focolaio di oltre 1.000 casi sospetti.
  • Nella regione africana, il Kenya ha riportato un focolaio di chikungunya che ha provocato più di 1.700 casi sospetti.
  • Nel 2017 il Pakistan continua a rispondere a un focolaio iniziato nel 2016.
  • Attualmente l'epidemia di chikungunya è in corso nelle Isole Cook e nelle Isole Marshall, mentre il numero di casi nelle Samoa americane, nella Polinesia francese, Kiribati e Samoa è ridotto.


TRASMISSIONE

Il virus viene trasmesso all’ uomo attraverso il morso di una zanzara infetta del genere Aedes aegypti o Aedes albopictus.
L’Aedes aegypti è attualmente distribuita nelle zone tropicali di Africa e in regioni subtropicali come il Sud America, il Medio Oriente, il Sud-est Asiatico, il Pacifico, le isole indiane e l'Australia settentrionale.
L’Ae. aegypti non è ad oggi presente nelle zone più temperate poiché incapace di sopravvivere agli inverni, ma questa tendenza potrebbe invertirsi in un futuro in cui le temperature globali aumenteranno. La zanzara è un vettore competente anche di febbre gialla, dengue, zika, west nile virus.
L’Aedes albopictus, invece è presente in quasi tutto il mondo, anche in Italia dove comunemente viene chiamata zanzara tigre, è in grado di veicolare la febbre gialla (meno competente rispetto l’Ae. aegypti), rift valley fever, west nile virus, dengue, zika e naturalmente la Chikungunya.
Entrambe le zanzare prediligono pungere l'uomo, con attività sia all’esterno che all’interno, soprattutto di giorno.


SINTOMI

Il periodo di incubazione della Chikungunya è generalmente di 3-7 giorni (intervallo, 1-12 giorni) dopo la puntura della zanzara. Solitamente l’esordio è caratterizzato da insorgenza acuta di febbre (>39 °C) accompagnata da forti dolori articolari debilitanti, spesso bilaterali.
Altri sintomi possono includere cefalea, mialgia, artrite, nausea ed eruzione maculopapulare.
La maggior parte dei pazienti guarisce completamente solitamente dopo una settimana, ma in alcuni casi i dolori articolari possono persistere per diversi mesi o addirittura anni.
Le complicanze rare includono uveite, retinite, miocardite, epatite, nefrite, emorragia, meningoencefalite, mielite, sindrome di Guillain-Barré e paralisi dei nervi cranici.
Le complicanze gravi non sono comuni, ma nelle persone a rischio, quali neonati esposti intrapartum, anziani (≥65 anni) e persone affette da patologie come ipertensione, diabete o malattie cardiache, la malattia può aggravarsi.


DIAGNOSI

Il sospetto per Chikungunya può derivare dall’analisi clinica del paziente, con osservazione dei sintomi manifestati, o dall’anamnesi (ad es, recente viaggio in zona endemica).
Generalmente la ricerca del virus si basa sulla ricerca dell’acido nucleico virale o dell’immunoglobulina specifica e anticorpi neutralizzanti. Test sierologici, come i saggi di immunoassorbimento enzimatici (ELISA), possono confermare la presenza di anticorpi IgM e IgG anti-chikungunya. I livelli di anticorpi IgM sono più alti da 3 a 5 settimane dopo l'inizio della malattia e persistono per circa 2 mesi. Il virus può essere isolato dal sangue durante i primi giorni di infezione. Sono disponibili vari metodi di reazione a catena della transcriptasi-polimerasi inversa (RT – PCR), ma con sensibilità variabile. I prodotti RT-PCR da campioni clinici possono anche essere usati per la genotipizzazione del virus, consentendo confronti con campioni di virus provenienti da varie fonti geografiche.


TRATTAMENTO

Non esiste un trattamento antivirale specifico per la chikungunya e non esiste un vaccino commerciale. Il trattamento è diretto principalmente ad alleviare i sintomi, incluso il dolore alle articolazioni e sul supporto delle funzioni vitali.
Il CDC suggerisce di porre attenzione all’idratazione personale e di utilizzare paracetamolo per ridurre la febbre e il dolore – raccomanda di non assumere mai aspirina o altri farmaci antinfiammatori non steroidei fino a quando non è stata esclusa la diagnosi per dengue.


PREVENZIONE

La prevenzione per la trasmissione della Chikungunya inizia da una corretta profilassi comportamentale, soprattutto durante il giorno, momento in cui le zanzare sono più attive.

  1. Usa un efficace repellente per zanzare
    Il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) raccomanda repellenti con i seguenti principi attivi: DEET (>25%); Picaridina; IR3535; Olio di Eucalipto Limone (OLE); Para-menthane-diol; 2- undecanone.
  2. Copriti 
    Utilizza abiti che coprano gambe e braccia, preferibilmente di colore chiaro. 
  3. Controlla l’ambiente intorno a te 
    L’acqua stagnante è un habitat perfetto per la proliferazione delle zanzare. Assicurati che non ci siano ristagni d’acqua in: pneumatici scartati o contenitori industriali, piscine, scarichi di scolo e sottovasi. Per ridurre il rischio ti trasmissione, la lotta sistematica attraverso campagne di disinfestazione contro la popolazione di Aedes risulta essere un intervento fondamentale.
  4. Leggi il nostro approfondimento Non farti pungere!

Fonte: WHO, CDCIJID
 

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