Clamidia

La prima definizione di Chlamydia si incontra nel 60 d.C. a seguito dell’osservazione di un uomo affetto da rossore, granulazione e forte senso di bruciore, l’infezione culminò con la perdita della vista (Tracoma che in greco vuol significare ruvido). La testimonianza è di un insigne e noto medico dell’antichità: Dioscoride Pedanio (epoca impero neroniano) attivo in epoca romana che non fu il primo ad identificare questa patologia.

La Chlamydia infatti era già stata identificata nei papiri di Ebers nell’antico Egitto 3800 anni fa e più. Nelle epoche successive fu associata a forme parassitarie intracellulari e fino al 1940 identificata erroneamente come virus.

Solo ricerche successive e più moderne misero in evidenza molte caratteristiche simili ai batteri, dei quali effettivamente la Chlamydia fa parte.

Agente infettivo

Tra le caratteristiche che hanno permesso di riconoscere la Chlamydia come batterio ci sono

  1. Presenza di RNA e DNA
  2. Si moltiplica per scissione binaria
  3. Possiede enzimi come liberazione di CO2 dal glucosio
  4. Le sue pareti sono formate da peptidoglicano con acido muramico
  5. La sua evoluzione è bloccata da principi attivi antimicrobici

Caratteristica particolare della Chlamydia è la capacità di replicazione nella cellula del ricevente e che identifica questo batterio come un obbligato intracellulare gram-.

Se ne conoscono cinque specie:

  1. Chlamydia trachomatis
  2. Chlamydia pneumoniae
  3. Chlamydia psittaci (da volatili a uomo)
  4. Chlamydia suis (patogeno per suini)
  5. Chlamydia muridarum (patogeno per i topi)

Mentre la pneumoniae e la psittaci portano all’origine di forme d’infezione polmonare, la trachomatis è responsabile di flogosi oculare e in particolare di patologie sessualmente trasmesse (MST).

I sierotipi sono diversi:

  1. ABC (Tracoma)
  2. DEK (Uretriti non gonococciche e Cerviciti)
  3. L1-L2-L3 (Linfogranuloma Venereo)

Trasmissione

Andremo ad approfondire la specie Trachomatis, che si trasmette per via sessuale e che può colpire sia uomini che donne, sviluppando negli individui di genere maschile uretrite e epididimite, in quelli di genere femminile cervicite, salpingite e rilevanze obiettive uretrali.

Sintomi

Per quanto la Chlamydia Trachomatis sia spesso asintomatica o con sintomi vaghi, è infatti definita Epidemia Silente, sviluppa negli individui diverse manifestazioni che se non trattate possono sfociare in dolori addominali, diarrea, febbre.

L’infezione da Trachomatis si rileva sul soggetto dopo 7/21 gg dal contagio e non dona immunità verso eventuali reinfezioni successive.                

Nelle donne si riscontrano cervicite con secrezione mucosa di tipo filante, irritazione, sanguinamento, e a volte uretrite con piuria e disuria.

In alcuni casi inoltre dalla cervice uterina può arrivare alla Tuba di Falloppio e dare vita ad una patologia infiammatoria pelvica che può determinare infertilità (MIP).

Le donne in gravidanza possono trasmettere l’infezione durante il parto e nel neonato può provocare congiuntivite e/o polmonite neonatale.

Negli uomini invece la Trachomatis si manifesta con uretrite, irritazione, prurito e secrezioni, talvolta dolore ed ingrossamento dei testicoli.

In caso di rapporto di tipo anale, l’infezione può diffondersi al retto in particolare nei rapporti uomo/uomo.

Questa diffusione causa una proctite caratterizzata da dolori intensi, sanguinamento e perdite di tipo muco-purulento.

La Chlamydia Trachomatis può determinare faringiti dolorose nei casi di trasmissione orale.

Le persone colpite da questa MST, hanno sicuramente una probabilità superiore rispetto a chi non è infetto, sia di acquisire sia di trasmettere quella da HIV.

Diagnosi

Le infezioni genito-urinarie da Chlamydia Trachomatis rappresentano circa il 50% delle uretriti non gonococciche. Viene diagnosticata con test di laboratorio molecolari che si fondono sull’amplificazione degli acidi nucleici. Questi la ricercano in tamponi endocervicali, uretrali, vaginali, rettali, orali o in campioni di urine. Se il test fosse positivo i protocolli raccomandano test sierologico per HIV e per altre MST. Sempre in caso di positività è opportuno estendere questa ricerca al partner sessuale.

Coinvolgimenti e degenerazioni

Sindrome di Reiter

La Chlamydia Trachomatis è legata all’insorgenza di questa sindrome. Infatti è una patologia con eziologia dovuta a batteri a trasmissione oro-fecale come Salmonella, Shigella e Campylobacter o trasmissione sessuale come la Trachomatis.  Dopo circa 3 settimane dall’infezione si determina un cattivo funzionamento del sistema immunitario che può mirare alle articolazioni, all’uretra e agli occhi con la classica triade artrite (artrite reattiva quando colpisce solo le articolazioni), uretrite, congiuntivite.

I sintomi prevedono tumefazione, infiammazione e dolore alle articolazioni, congiuntivite con bruciore, eruzioni cutanee, diarrea, disuria, poliuria e secrezioni uretrali balanite circinata.

A livello cutaneo si hanno lesioni ipercheratosiche al palmo della mano, pianta del piede e intorno alle unghie (cheratoderma blenorragico).

Numerose ricerche hanno indagato la predisposizione genetica, ne è emerso che il 75% dei soggetti è portatore del gene HLA-B27. Da evidenziare una negatività per il fattore reumatoide. Certamente il primo input al processo infiammatorio è l’infezione batterica che si appoggia al malfunzionamento immunitario, la sua anomalia è fondamentale.

Come avviene nelle patologie autoimmuni il sistema immunitario infatti si rivolge contro strutture, tessuti e organi del soggetto. Una sorta di attacco interno atipico, una reazione patologica che arriva alla forma acuta infiammatoria. Da un punto di vista dermatologico comunque oltre la possibile balanite circinata, le lesioni hanno un aspetto vescicolo-pustoloso che non di rado assumono a seguito di cheratinizzazione centrale, una morfologia cronica (sede palmo-plantare ma anche altre zone).

Linfogranulona venereo (malattia di Nicolas-Favre)

I sierotipi L1,L2,L3, di Chlamydia Trachomatis sono causa di linfogranuloma venereo. La lesione iniziale può essere una papula, un nodulo, un’ulcerazione che si risolvono in pochi giorni.Entro 4 settimane possono portare a linfoadenopatia regionale, più frequente unilateralmente, con fusione dei linfonodi e con focolai di rammollimento. Diverse le complicazioni: ascesso perianale, fistole ed elefantiasi genitale, ma anche epato e splenomegalia e artro-mialgie (Africa, India e sud Est asiatico).

Il Linfogranuloma Venereo è una MST che presenta papule o micro ulcere ai genitali senza dolore, adenopatia inguinale anche con febbre, congiuntivite e in alcuni casi pericardite e artrite.

L’evoluzione non trattata può portare a ostruzione linfatica e stenosi rettale.

Distribuzione geografica

Questa malattia è in forte incremento: in Europa gli ultimi dati ufficiali (2017) evidenziano circa 409.000 casi con prevalenza tra i 20-24 anni e di cui la maggior parte dei contagianti è asintomatica, dunque non rilevabile; negli Stati Uniti invece si sono registrati 1.500.000 infetti (2015).

Terapia e trattamento

La terapia per la Trachomatis è di tipo antibiotico e prevede azitromicina o doxiciclina per via orale. In alternativa levofloxacina o eritromicina sempre orale. Vanno trattati anche i partner sessuali e ripetuto il test 3 mesi dopo la terapia.

Nella donna in gravidanza viene usata azitromicina e ripetuto il test a 4 settimane dalla fine del trattamento. E’ necessario astenersi dai rapporti sessuali fino ad una settimana dalla fine terapia.

Prevenzione

La prevenzione si fonda come altre MST sull’uso del profilattico, poiché non esiste un vaccino mirato.. Gli spermicidi e gli agenti battericidi, così come i dispositivi intravaginali, non sono un mezzo per contrastare alcuna malattia sessualmente trasmessa. L’unica via di prevenzione è l’uso del profilattico nei rapporti sessuali vaginali, orali e anali ed evitare rapporti a rischio o comunque quando non è noto lo stato di salute del partner.

Nei paesi ad alto rischio per la Trachomatis o per il Linfogranuloma Venereo (nell’ordine Stati Uniti ed Europa dell’Est per il primo caso e Africa, India e Sud Est asiatico per il secondo) è necessario evitare rapporti con locali se non protetti.

In caso di positività l’astinenza fino alla negativizzazione permetterà di evitare di trasmettere l’infezione. Tornando poi da un viaggio se si è avuto rapporti di qualsiasi tipo con persone del luogo non protetti, è opportuno anche se non vengono rilevati sintomi fare dei controlli per la Trachomatis. Perchè pur se infetti dobbiamo ricordare che la Chlamydia è la grande Infezione Silente e avvolte non si accusano disturbi. In questo caso è opportuno oltre una visita con il dermatologo o il ginecologo, fare tamponi microbiologici delle secrezioni o nella sede pertinente.

Quanto sopra anche in caso di sintomi lievi quali bruciore, difficoltà ad urinare, dolore e gonfiore allo scroto, e nelle donne perdite vaginali, sanguinamenti, dispareunia (dolore durante il rapporto sessuale). Ricordiamo sempre che i viaggi internazionali sono statisticamente facilitanti la globale e veloce diffusione delle patologie sessualmente trasmesse.

Da segnalare anche che l’abuso di alcool e droghe può facilitare comportamenti sessuali a rischio.

BIBLIOGRAFIA

Linee guida OMS “Treatment of Chlamydia Trachomatis” (2017)

  1. “Le infezioni sessualmente trasmesse. Come riconoscerle e prevenirle” (2018)
  2. “The impact of Chlamydia Trachomatis infection on sperm parameters and male fertility: A comprehensive study”
  3. “Magazine” Fondazione Umberto Veronesi 2019
  4. “La diagnostica delle infezioni sessuali” Idelson Gnocchi (2014)
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