Redazionale

Tiroidite post-COVID

Data pubblicazione: 04/04/2022 - Ultimo aggiornamento: 28/05/2022
Categoria: News - Autore: Dott.ssa Chiara Dall'Asta

Tiroidite post-COVID

La tiroidite subacuta è un’infezione della tiroide che si manifesta nel corso o immediatamente dopo aver contratto una infezione virale più spesso delle prime vie aeree. Questa infiammazione della tiroide era classicamente stata associata a numerosi virus come i Coxsackie e gli Echovirus, ma mai in precedenza ai Coronavirus.

La tiroidite subacuta è associata a dolore nella regione anteriore del collo, dove si trova a tiroide, ma con estensione anche fino alle orecchie. I pazienti possono lamentare febbricola, disturbo alla deglutizione, dolori muscolari oltre ai classici sintomi dell’ipertiroidismo a insorgenza acuta (tachicardia, difficoltà a dormire, nervosismo, più raramente calo ponderale).

Dagli esami di laboratorio emerge un aumento degli indici d’infiammazione, un quadro più o meno importante di ipertiroidismo, di solito negatività degli autoanticorpi rivolti contro la tiroide, mentre dall’ecografia mostra un quadro abbastanza tipico di disomogeneità.

La storia naturale della tiroidite subacuta prevede una fase di tireotossicosi (un incremento degli ormoni tiroidei) dovuta al processo infiammatorio che provoca una dismissione in circolo dell’ormone preformato, seguita da una fase di ipotiroidismo che nel 90% dei casi si risolve lasciando il paziente in una condizione di normale funzione tiroidea.

Un recente studio pubblicato dal Policlinico di Milano ha documentato la prevalenza della tiroidite subacuta nei pazienti ricoverati nelle unità di terapia intensiva (UTI) successiva alla prima ondata del 2020. È stato stabilito che, a fronte di una prevalenza della tiroidite subacuta nelle UTI nel 2019 pari allo 0.5% dei ricoverati (percentuale che ricalca quella della popolazione generale), la prevalenza di tiroidite subacuta nelle UTI nel 2020 è stata intorno al 10% dei ricoverati.

Per quale motivo c’è questa associazione?

Il virus SARS-CoV-2 è in grado di entrare nelle cellule ricche del recettore ACE2 (enzima di conversione dell'angiotensina), e anche le cellule tiroide appartengono a queste ultime; quindi, le cellule della tiroide sono un potenziale bersaglio per l’ingresso di SARS-CoV-2 e questo potrebbe spiegare il nesso tra tiroidite subacuta e COVID-19.

Inoltre, un altro meccanismo alla base dell’associazione tra COVID-19 e tiroidite subacuta potrebbe essere la cosiddetta tempesta di citochine (in particolare di interleuchina-6, IL-6) che si sviluppa in corso di infezione da SARS-CoV-2.

Considerata l’importanza della funzione tiroidea in particolare in soggetti già compromessi dal punto di vista cardiocircolatorio, gli Autori concludono suggerendo una valutazione della funzione tiroidea nei soggetti ricoverati. La tiroidite subacuta sembra essere associata a forme più gravi di COVID-19, tuttavia non esistono per il momento dati statistici nella popolazione che ha avuto esperienza di forme più lievi.


FONTE

I.Muller, The Lancet, diabetes and endocrinology, 2020, 8 (9): 739

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