Coronavirus

Data pubblicazione: 10/06/2020
Categoria: Ultime notizie - Autore: Dott.ssa Maddalena Maganza

Coronavirus

Ci sono coronavirus “cattivi, aggressivi e letali, e coronavirus “buoni”, responsabili di infezioni molto più blande come il raffreddore.

COS’E’ UN VIRUS?

I virus non sono veri e propri esseri viventi ma particelle biologiche “subcellulari” formate da un solo tipo di acido nucleico (o RNA o DNA) e da un rivestimento proteico esterno (capside). Le proteine del capside possiedono la capacità di legarsi a recettori specifici presenti sulla superficie delle cellule dell’ospite che infettano. E’ un po' come se fossero la chiave che apre la porta della cellula, permettendo al virus di penetrarvi e sfruttarne a proprio vantaggio l’attività metabolica per replicarsi e produrre nuovi virus. La cellula infetta a questo punto, “scoppia” e muore, liberando moltissime nuove particelle virali pronte a ricominciare il ciclo.

I virus sono definiti “parassiti endocellulari obbligati”: per esistere devono assolutamente infettare le cellule, altrimenti non sono in grado né di sopravvivere nell’ambiente né di riprodursi.

Le malattie virali non sono dovute solo alla morte cellulare (citolisi), ma anche all’intensa risposta immunitaria e infiammatoria che l’infezione innesca. Questa risposta contribuisce al danno cellulare (l’organismo per difendersi distrugge le proprie cellule infette) e può portare a lesioni sistemiche anche in organi non interessati dal virus. Abbiamo visto come la COVID19, pur essendo un’infezione respiratoria, provochi danni anche molto gravi in altri distretti: cuore, pancreas, reni, vasi sanguigni, cervello…

 

I CORONAVIRUS

I coronavirus (CoV) sono virus a RNA appartenenti alla famiglia dei Coronaviridae, a sua volta suddivisa in quattro generi: Alpha, Beta, Gamma e Delta. Sono stati chiamati così per l’aspetto a corona delle proteine di superficie che emergono dal capside.

Sono virus comuni in molte specie animali, soprattutto uccelli e mammiferi come suini, visoni, porcospini, beluga e pipistrelli. In alcuni casi però sono mutati per infettare l’uomo e poi diffondersi nella popolazione generale, provocando malattie dell’apparato respiratorio.

Ad oggi si conoscono sette tipi di coronavirus umani, i primi identificati a partire dagli anni Sessanta, l’ultimo individuato in Cina, a Wuhan nel 2019.

 I Coronavirus umani “buoni” sono i CAR CoV (Community-Adquired Respiratory Corona Virus): causano il 10% dei casi di raffreddore stagionale, con rare complicazioni, e ne sono noti 4:

1 - 229E (coronavirus alpha)

2 - NL63 (coronavirus alpha)

3 - OC43 (coronavirus beta)

4 - HKU1 (coronavirus beta)

I coronavirus umani “cattivi”, responsabili di sindromi respiratorie ad elevata mortalità, sono 3:

5 - MERS-CoV (coronavirus beta) – causa della malattia MERS – Middle East Respiratory Syndrome

6 - SARS-CoV (coronavirus beta) - causa della malattia SARS – Severe Acute Respiratory Syndrome

7 - SARS-CoV-2 (coronavirus beta) - causa della malattia COVID19 – Coronavirus Disease 2019

La SARS si è manifestata la prima volta nel novembre 2002 nella provincia cinese del Guangdong. Tra marzo e aprile 2003 furono registrati 8422 casi di SARS con 916 decessi. Tra i 32 paesi colpiti a livello mondiale, il maggior numero di casi si registrò in Cina, Hong-Kong, Taiwan e Canada. L’attuazione di rigorosi protocolli di igiene respiratoria, l’isolamento ospedaliero e un’attività di sorveglianza sanitaria sul territorio hanno permesso di contenere fino a bloccare completamente la circolazione del virus.

La prima epidemia di MERS si registrò nel 2012 in Giordania e Arabia Saudita: successivamente si è diffusa ad altri paesi del Medio Oriente e la sua trasmissione è, ad oggi, ancora attiva ma sotto controllo. Dal 2012 al 2019 sono stati notificati 2494 casi di MERS con 858 decessi correlati. Casi isolati sono stati segnalati in 27 paesi, anche in Italia.

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