Pneumococco

Lo pneumococco (Streptococcus Pneumoniae) è un batterio patogeno responsabile di molte malattie, spesso anche gravi, tra cui le principali sono le otiti, le polmoniti, le meningiti e le sepsi.

Il batterio colpisce più frequentemente i soggetti più vulnerabili, ovvero i bambini al di sotto dei 5 anni di età e la popolazione anziana.

Lo pneumococco è responsabile della maggior parte delle otiti acute nel bambino e la prima causa di meningite e polmonite. In Italia nel 2016 sono stati notificati ben 1462 casi di malattia invasiva da Streptococcus; mentre globalmente l’OMS stima che ogni anno si verifichino 14.5 milioni di casi di malattia severa e il decesso di bambini sotto ai 5 anni di età siano circa 735 000.

L'uso del vaccino anti pneumococco coniugato nel programma di immunizzazione infantile sin dal 2000 ha portato a un drastico calo della malattia pneumococcica invasiva sia nei bambini che negli adulti.

Nonostante queste diminuzioni, il carico di malattia pneumococcica negli adulti di età ≥65 anni ha continuato ad essere elevato.

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AGENTE INFETTIVO

Lo Streptococcus pneumoniae, un batterio Gram-positivo, noto anche come pneumococco, può sopravvivere sia in condizioni aerobiche che anaerobiche (quindi in presenza o meno di ossigeno). È un anaerobio facoltativo che si trova spesso come diplococchi.

Pasteur e Sternberg isolarono per la prima volta S. pneumoniae dalla saliva nel 1881. Attualmente, ci sono diversi rapporti sul numero esatto di sierotipi identificati di S. pneumoniae. Tuttavia, ci sono almeno 97 sierotipi di S. pneumoniae che sono stati identificati e caratterizzati fino ad oggi.

DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA

Le malattie da pneumococco si verificano in tutto il mondo e sono più diffuse nei bambini piccoli, negli anziani e negli individui immunodepressi.

S. pneumoniae causa molte malattie pneumococciche come meningite, batteriemia, polmonite, otite media acuta e sinusite e causa circa 40.000 infezioni pneumococciche fatali all'anno negli Stati Uniti.

pneumococco

TRASMISSIONE

La trasmissione avviene per via aerea tramite le goccioline emesse con starnuti, colpi di tosse o semplicemente parlando, o per contatto indiretto con materiale contaminato.

La gravità delle malattie pneumococciche ha portato a molteplici studi che indagano sulle modalità di trasmissione di S. pneumoniae. La rinofaringe è stata classificata come il principale serbatoio di S. pneumoniae. Ciò è dovuto al fatto che la rinofaringe degli ospiti viene colonizzata spesso senza alcun sintomo. Dopo la colonizzazione, la diffusione della malattia dipende dal fatto che i portatori entrino in stretto contatto con individui sani all'interno della comunità. Il CDC ha dichiarato che la principale fonte di trasmissione di S. pneumoniae è il contatto diretto con le secrezioni del sistema respiratorio di un portatore.

SINTOMI

Dopo un periodo d’incubazione che può variare da 1 a 3 giorni, a seconda del tipo dell’infezione si manifestano i primi sintomi.

La malattia da pneumococco si può classificare in due grosse categorie;

  • Infezioni invasive: che colpiscono organi vitali o il sangue con conseguenze molti gravi, ad esempio; meningite, sepsi, polmoniti, batteriemie da pneumococco, artrite settica e setticemia.
  • Infezioni non invasive: queste infezioni sono generalmente di facile risoluzione senza provocare danni permanenti ad esempio; otiti media, sinusiti e congiuntiviti.

I sintomi di una infezione da Streptococcus Pneumoniae assumono aspetti diversi a seconda della sede corporea colpita. Le infezioni più frequenti che provoca questo batterio sono la polmonite, otite media e meningite.

La polmonite pneumococcica è una forma d’infiammazione dei polmoni. L’esordio dei sintomi è tipicamente brusco con; febbre elevata, brividi, tachipnea, tosse accompagnata dall’emissione di espettorato di colore ruggine, respiro affannoso, dolore toracico generalmente localizzato in un solo lato, definita come polmonite lobare.

In circa 40% dei casi, si forma un liquido tra gli strati che rivestono i polmoni, verificando il versamento pleurico, che contribuisce al dolore toracico e difficoltà respiratoria. Ci sono circa 900.000 casi di polmonite pneumococcica che si verificano ogni anno negli Stati Uniti. Inoltre, il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia ha dichiarato che nel 2016 la polmonite rappresentava il 16% dei decessi osservati tra i bambini sotto i cinque anni in tutto il mondo.

La meningite batterica è un’ulteriore patologia causata da pneumococco, molto grave.  E’ un’infiammazione delle meningi, ovvero le membrane che rivestono il cervello.

Si manifesta, in media dopo un periodo d’incubazione di 7 giorni, con un esordio brusco di; febbre elevata, cefalea, convulsione, brividi, rigidità nucale e vomito a getto.

La meningite pneumococcica può dare luogo termine complicanze piuttosto gravi come per esempio; perdita dell’udito (la più comune complicanza), crisi convulsive, perdita della memoria, disturbi dell’apprendimento e perdita della vista. La meningite batterica si osserva prevalentemente nei bambini piccoli ed è principalmente causata da S. pneumoniae, che causa più del 50% della meningite batterica negli Stati Uniti. La batteriemia si riferisce all'infezione del sangue da pneumococco che causa circa 12.000 casi all'anno e di solito accompagna altre infezioni da pneumococco.

L’otite dell’orecchio medio si manifesta prevalentemente in età infantile, con una percentuale di circa 30%-40%. Causa dolore all’orecchio accompagnato da arrossamento ed estroflessione della membrana del timpano e si può formare un pus dietro il timpano.

DIAGNOSI

Attualmente, ci sono diversi metodi utilizzati nella diagnostica della malattia da pneumococco. Tradizionalmente, la diagnosi inizia con i medici che eseguono un esame clinico.

Più specificamente, per la polmonite, sulla base dei risultati dell'esame obiettivo, i medici possono eseguire una radiografia del torace per esaminare i polmoni e monitorare l'infiammazione per confermare la presenza di infezione.

Le colture batteriche e i test di colorazione di Gram che utilizzano fluidi corporei sono importanti per determinare il ceppo di batteri e confermare la loro identità. Attualmente, i medici stanno studiando altri mezzi per diagnosticare le infezioni da pneumococco a causa della scarsa resa e qualità del campione durante la conduzione delle colture. Questo processo dipende anche dalla crescita batterica che può richiedere molto tempo.

TRATTAMENTO

Il trattamento delle infezioni da pneumococco si basa sulla terapia antibiotica per ridurre la carica batterica e sul supporto delle funzioni vitali.

Il trattamento può funzionare uccidendo i batteri o ostacolando la loro crescita. Il primo antibiotico creato fu la penicillina, e da allora gli antibiotici sono stati ampiamente utilizzati. Tuttavia, un uso improprio degli antibiotici può far sì che i batteri diventino resistenti; Attualmente, i ceppi resistenti alla penicillina si sono diffusi in tutto il mondo e lo pneumococco è resistente anche ad altri tipi di antibiotici: eritromicina, tetraciclina e cloramfenicolo. Nel 2013, il CDC ha stimato che circa il 30% dei casi di pneumococco era dovuto alla resistenza agli antibiotici a uno o più antibiotici.

PREVENZIONE

La principale modalità di prevenzione delle infezioni da pneumococco è la vaccinazione.

Esistono principalmente due tipi di vaccino.

Il vaccino pneumococcico polisaccaridico 23 (PPSV23) utilizza polisaccaridi capsulari purificati ed è regolarmente somministrato agli adulti di età pari o superiore a 65 anni. Protegge da 23 sierotipi di S. pneumoniae ed è efficace nel 50-70% dei casi negli adulti. PPSV23 fornisce un'immunità indipendente dalle cellule T e richiede la rivaccinazione 5 anni dopo la prima vaccinazione perché l'immunità è transitoria.

Il vaccino coniugato pneumococco (PCV13). Questo, è stato sviluppato dopo aver notato la bassa efficacia e la scarsa immunogenicità del PPSV23 nei neonati e nei bambini piccoli. Nel vaccino coniugato, i polisaccaridi purificati si sono coniugati in modo covalente con una proteina vettore. Ciò provoca una risposta dipendente dalle cellule T che fornisce immunità della mucosa e memoria immunologica nei bambini più forte in termini di qualità e durata.

Attualmente, i bambini e gli adulti che sono ad alto rischio di malattia da pneumococco e hanno condizioni preesistenti vengono sottoposti alla strategia di prevenzione con il PCV13 prima, seguito dal PPSV23.


Bibliografia & Sitografia

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