Influenza - Vaccino

In sanità pubblica la prevenzione dell’influenza stagionale è di assoluta importanza per ridurre l’impatto clinico ed economico della malattia. La vaccinazione è lo strumento più̀ efficace disponibile per questo scopo.

Consulta la scheda malattia

CALENDARIO VACCINALE

L’OMS raccomanda la vaccinazione antinfluenzale per:

  • donne in gravidanza (in qualsiasi epoca gestazionale);
  • bambini da 6 mesi a 5 anni di età;
  • anziani sopra i 65 anni di età;
  • soggetti con malattie croniche
  • operatori sanitari.

Il Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale 2017-19 pone come obiettivo primario della vaccinazione antinfluenzale la prevenzione delle forme gravi di influenza, in particolare nelle categorie a maggiore rischio di complicazioni.
Pertanto la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata in ogni stagione autunnale (periodo ottobre- dicembre) a tutta la popolazione a partire dai 65 anni di età, indipendentemente dalla sussistenza di particolari situazioni di rischio, con l’obiettivo finale nel tempo di estendere la raccomandazione della vaccinazione a tutti i soggetti al di sopra dei 50 anni.

Oltre ai soggetti a rischio per l’età, sono individuati come categorie a rischio tutti i soggetti oltre i 6 mesi di età con le seguenti condizioni patologiche o situazioni a rischio:

  • malattie croniche dell’apparato respiratorio (incluse l’asma grave, le displasie polmonari, la fibrosi cistica e la broncopneumopatia cronica ostruttiva);
  • malattie dell’apparato cardiocircolatorio (incluse le cardiopatie congenite e acquisite);
  • malattie metaboliche come il diabete mellito o l’obesità (BMI >30 kg/m2) e gravi patologie associate;
  • malattie neoplastiche; 
  • insufficienza renale, insufficienza surrenalica cronica;
  • malattie epatiche croniche;
  • malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale;
  • malattie ematologiche ed emoglobinopatie;
  • immunodeficienze congenite o acquisite, compresa l’infezione da HIV e le forme di immunodepressione iatrogena da farmaci;
  • pregressa splenectomia;
  • patologie per le quali sono programmati interventi di chirurgia maggiore;
  • patologie associate a un incrementato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie come le malattie neuromuscolari;
  • ricovero/residenza in strutture socio-sanitarie, soprattutto se anziani e disabili;
  • convivenza con persone appartenenti a categorie a elevato rischio.

Il periodo destinato alla conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale è quello autunnale, a partire dalla metà di ottobre fino a fine dicembre, fatte salve specifiche indicazioni (particolari eventi legati ai vaccini e/o all’andamento epidemiologico stagionale dell’influenza).

Occorre sottolineare che la protezione indotta dal vaccino comincia due settimane dopo l’inoculazione e perdura per un periodo di 6-8 mesi, poi tende a declinare. Per tale motivo, e perché́ possono cambiare i ceppi in circolazione, è necessario sottoporsi tempestivamente alla vaccinazione antinfluenzale all’inizio di ogni nuova stagione influenzale.

Per molti anni l’OMS ha espresso le raccomandazioni sulla composizione del vaccino antinfluenzale stagionale facendo riferimento ai 3 ceppi virali in maggiore circolazione destinati al vaccino trivalente. A partire dalla stagione 2013-2014 nell’emisfero settentrionale ha aggiunto l’indicazione a un quarto componente, a supporto della preparazione del vaccino quadrivalente. Va sottolineato che l’efficacia dei vaccini dipende soprattutto dal match esistente tra i virus contenuti nei vaccini stessi e quelli effettivamente circolanti.

I vaccini disponibili in Italia sono tutti inattivati e quindi non contengono particelle virali intere attive.
Il PNPV 2017-2019 non fa riferimento a specifiche caratteristiche di ciascun vaccino, in considerazione dell’evoluzione scientifica e tecnologica del settore. Per le modalità̀ di utilizzo di ogni singolo prodotto si deve fare riferimento al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto autorizzato dall’AIFA o alle schede tecniche (assessment report) di ciascun vaccino.


RICHIAMO

Vaccino Schedula Posologia

Anti-influenzale

Dai 6 mesi ai 9 anni Immunizzazione ottenuta con 2 dosi, con intervallo di almeno 4 settimane.
>9 anni 1 singola dose
*le raccomandazioni potrebbero variare a seconda del vaccino in commercio

Per tutte le età, esclusa quella infantile, è sufficiente una sola dose di vaccino antinfluenzale.

Se un bambino ha meno di 9 anni, e non è stato precedentemente vaccinato contro l’influenza, deve essere somministrata una seconda dose di vaccino dopo un intervallo di tempo di almeno 4 settimane.

Le raccomandazioni sulla posologia possono tuttavia cambiare a seconda del vaccino utilizzato.


EFFETTI INDESIDERATI E CONTROINDICAZIONI

Gli effetti collaterali comuni (1-10 soggetti su 100) dopo somministrazione del vaccino antinfluenzale consistono in reazioni locali, quali dolore, eritema e gonfiore nel sito di iniezione.
Le reazioni sistemiche comuni includono malessere generale, febbre, mialgie, con esordio da 6 a 12 ore dalla somministrazione della vaccinazione e della durata di 1 o 2 giorni.
Sono stati riferiti, in correlazione temporale con la vaccinazione antinfluenzale, eventi rari quali trombocitopenia, nevralgie, parestesie, disordini neurologici e reazioni allergiche gravi.

La correlazione causale tra la somministrazione del vaccino antinfluenzale e tali eventi avversi non è stata dimostrata.
Il vaccino antinfluenzale non deve essere somministrato a:

  • lattanti al di sotto dei 6 mesi di età (mancanza di studi clinici controllati che dimostrino la sicurezza del vaccino in tale fascia d’età)
  • soggetti che abbiano manifestato una reazione allergica grave (anafilassi) dopo la somministrazione di una precedente dose o una reazione allergica grave (anafilassi) a un componente del vaccino.

Una malattia acuta di entità̀ media o grave, con o senza febbre, costituisce una controindicazione temporanea alla vaccinazione, che va rimandata a guarigione avvenuta.

Sono invece false controindicazioni:

  • l’allergia alle proteine dell’uovo, con manifestazioni non anafilattiche;
  • malattie acute di lieve entità;
  • allattamento;
  • infezione da HIV e altre immunodeficenze congenite o acquisite;
  • La condizione di immunodepressione non è una controindicazione alla somministrazione della vaccinazione antinfluenzale. La somministrazione del vaccino potrebbe però non evocare una adeguata risposta immune.

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