Papilloma virus (HPV) - Vaccino

I vaccini principalmente utilizzati contro il Papilloma virus sono il Gardasil 9  che è composto principalmente dalla Proteina L1 sotto forma di particelle, simili a quelle del Papilloma virus del ceppo 6, 11, 16, 18, 31, 33, 45, 52, 58 e dal vaccino Cervarix bivalente per i ceppi 16 e 18. Oltre ai ceppi coperti dai vaccini, la differenza è anche sull'azione che è sostenuta dal sale di alluminio per il Gardasil 9 e da un nuovo audiuvante per Cervarix.

La scoperta che la prevenzione dell'infezione da HPV può prevenire alcune forme di tumori ha di fatto spinto lo sviluppo di vaccini contro il papilloma virus, oltre ad una spinta mondiale per promuovere l’uso di strumenti protettivi durante i rapporti sessuali e l’effettuazione di screening cervicali tempestivi.

La prevenzione primaria (profilassi) delle patologie infettive a trasmissione sessuale è stata ed è prevalentemente basata sull’astensione dai rapporti sessuali e sull’utilizzo di dispositivi fisici (come i profilattici) che riducono le cause d’esposizione all’agente infettivo.

Purtroppo, per quanto concerne l’HPV, l’uso del profilattico sembra ridurre il rischio di trasmissione dell’infezione, ma solo parzialmente.

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Scherma informativo

I vaccini per HPV sviluppati ad oggi inducono anticorpi neutralizzanti e di fatto determinano una barriera protettiva in grado di bloccare l’attecchimento degli agenti patogeni alle cellule bersaglio. Nel grafico vengono rappresentato il peso dei casi di cancro correlati all'HPV attribuibili all'infezione da HPV per sede del cancro prevenibili attraverso vaccino anti-HPV.

Adattato da de Martel et al., Int J Cancer 2017.
 

Il Gardasil 9

Il vaccino nonavalente (9vHPV) è stato confrontato con il vaccino quadrivalente (4vHPV).

Il Gardasil 9 ha dimostrato un’efficacia del 96,3% nel ridurre l'incidenza di CIN 2-3 dai tipi HPV 31/33/45/52/58 e una percentuale del 95,7% nel ridurre l'incidenza di infezione persistente da HPV per gli stessi tipi.

I partecipanti allo studio sulla siero-positività del vaccino nonovalente hanno mostrato titoli anticorpali equivalenti per i ceppi 6-16-11-18 rispetto a coloro che hanno ricevuto il vaccino quadrivalente.

È stato stimato che il passaggio dal vaccino bivalente e quadrivalente (precedenti vaccini anti-HPV) rispetto a quello attuale nonovalente aumenterebbe la prevenzione del cancro cervicale dal 66,2% al 90%.

La figura di seguito riassume i tipi di HPV prevenibili attraverso i vaccini messi in commercio. (Cervarix Bivalente; Gardasil 4 Quadrivalente e Gardasil 9 nonovalente).

La vaccinazione con il vaccino nonovalente (9vHPV) è oramai l'unico disponibile negli Stati Uniti oramai dal 2016.

Per ottenere l’immunizzazione primaria è necessario completare il ciclo vaccinale che comprende la somministrazione di 3 dosi a tempo 0, dopo 2 mesi, e 6 mesi dopo la seconda dose (calendario previsto per i soggetti di età pari o superiore ai 15 anni).

Il vaccino ha dimostrato di essere altamente immunogenico, con il potenziale per prevenire un ulteriore 18,3-20% dei tumori cervicali e rimane l’unico vaccino in grado di proteggere da altri cinque tipi HPV ad alto rischio (HPV 31/33/45/52/58) causa di tumori cervicali, non coperti dai vaccini bivalenti o quadrivalenti sviluppati in precedenza.

Il Comitato consultivo per le pratiche di immunizzazione (ACIP) del Center for Disease Control and Prevention (CDC) ha raccomandato di somministrare la vaccinazione all'età di 11 o 12 anni per ragazzi e ragazze che non sono stati vaccinati in precedenza prima dei 26 anni. Questo perché il virus si contrae spesso nella prima adolescenza, anche in assenza di rapporti sessuali completi; pertanto il periodo ideale della vaccinazione è quello preadolescenziale.

L’efficacia preventiva del Gardasil è stata valutata su oltre 25 mila donne in 33 Paesi dei cinque continenti, e a cui hanno contribuito anche vari istituti italiani. Non è stata evidenziata, però, una altrettanto significativa efficacia quando l’infezione è già in corso, limitandone (in parte) l’indicazione alla prevenzione delle infezioni.

Secondo alcuni autori (Bosch et al. 2015) la vaccinazione universale insieme all’utilizzo di un vaccino 9 valente potrebbero permettere la quasi eliminazione delle patologie HPV correlate nel volgere di pochi decenni.


CALENDARIO VACCINALE

Per ottenere l’immunizzazione primaria è necessario completare il ciclo vaccinale che comprende la somministrazione di 3 dosi a tempo 0, dopo 2 mesi, e 6 mesi dopo la seconda dose.

Se necessario, esiste la possibilità di completare il ciclo vaccinale attraverso una schedula accorciata che prevede la somministrazione delle 3 dosi a 0, 1 e 3 mesi.

Tutte e tre le dosi devono essere somministrate entro un anno di tempo.


RICHIAMO

Non è indicata nessuna dose di richiamo.


ETA'

La vaccinazione è indicata a adulti e bambini a partire dai 9 anni di età (l’efficacia del vaccino nei soggetti di età pari o superiore ai 27 anni di età non è stata studiata)


MODALITA' DI SOMMINISTRAZIONE

Il vaccino viene somministrato per via intramuscolare.


EFFETTI INDESIDERATI E CONTROINDICAZIONI

Le reazioni avverse indicate con maggiore frequenza sono: dolore, rossore e indurimento nel sito di iniezione, malessere, febbre, cefalea, nausea.

La somministrazione del vaccino va rinviata nei soggetti affetti da infezioni febbrili acute.

Controindicazioni al vaccino HPV sono ipersensibilità a uno dei principi attivi, a uno qualsiasi degli eccipienti.

Se è presente uno stato di gravidanza o allattamento è necessario rimandare la vaccinazione, a causa di carenza di studi scientifici.

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