Morbillo

Il morbillo è una malattia infettiva molto contagiosa, diffusa ormai da diversi anni, si trasmette facilmente per via aerea colpendo i soggetti di tutte le età che risultano negativi al virus.

La malattia è caratterizzata da un esantema maculo-papuloso confluente, febbre, alterazioni al livello dell’apparato respiratorio e delle condizioni generali del malato.

Nonostante la scoperta di un vaccino efficacie contro questa malattia, il morbillo continua ad essere una malattia molto diffusa nei paesi in via di sviluppo dell’Africa e dell’Asia, inoltre rappresenta una delle malattie comune dei viaggiatori internazionali.

Il morbillo è endemico in tutto il mondo. Globalmente, rimane una significativa causa di decesso per i bambini al di sotto dei 5 anni di età; nel 2015 sono stati 134.200 i decessi per morbillo.

Nazionale, dall’inizio dell’anno 2019 in Italia sono stati notificati già 557 casi di infezione.
 

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AGENTE INFETTIVO

Il genoma del virus della malattia del morbillo è costituito da una singola catena di RNA elicoidale a polarità negativa, della specie Measles Morbillivirus appartenente al genere dei Morbillivirus. Tale genere fa parte della sottofamiglia Othoparamyxovirinae della grande famiglia dei Paramoxyviridae.

Il virus fu isolato per la primo volta nel 1954 da Enders e Peebkes a Boston. Al microscopio appare di un diametro compreso tra 100 e 250 nm, dove il genoma è racchiuso da un nucleocapside, che a sua volta è rivestito da un doppio strato lipidico al quale sono inserite due proteine glicosilate; l’Emoagglutinina, responsabile dell’adesione alle cellule bersaglio e la Proteina di Fusione che garantisce la fusione con la membrana cellulare delle cellule suscettibili.

L’uomo rappresenta l’unico serbatoio del virus, dove alberga nelle vie respiratorie e viene eliminato nelle secrezioni nasofaringee. Il virus risulta essere poco resistente agli agenti chimici e fisici, mentre nelle goccioline con cui viene eliminato dal soggetto malato può resistere nell’aria per 2 ore e di conseguenza infettare altre persone.

DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA

Il morbillo è una delle malattie più contagiose al mondo con un andamento endemico, ciò significa che è continuamente presente nella collettività, infettando le persone suscettibili i quali sviluppano successivamente una resistenza alla malattia dopo una prima infezione. In tali persone il sistema immunitario produce anticorpi contro il virus garantendo un’immunità permanente nel tempo.

Nell’epoca pre-vaccinale il morbillo cagionò numerose vittime in tutto il mondo. Verificandosi sotto forma di epidemie circa ogni 2-3 anni causando, secondo i dati dell’OMS, 2.6 milioni di morte ogni anno.

Solo grazie alla scoperta del vaccino contro il morbillo e all’ immunizzazione vaccinale, partita dal 1960, il quadro epidemico è cambiato radicalmente. Dall’analisi degli ultimi dati pubblicati da parte dell’OMS, il tasso di mortalità per morbillo tra il 2000 e il 2018, ha subito una notevole diminuzione, con una percentuale del 73% in tutto il mondo. Durante questo periodo sono state salvate circa 23.2 milioni di vita con la somministrazione del vaccino, rappresentando una conquista nella salute pubblica.

Purtroppo, nonostante la disponibilità, da oltre 50 anni, di un vaccino efficacie, sicuro ed economico. Il morbillo rimane una principale causa di morte delle popolazione infantile, in particolare nei bambini al di sotto dei 5 anni. Nel 2018 furono registrati, a livello mondiale, 140.000 vittime di morbillo, la maggior parte bambini.

Uno degli obiettivi dell’OMS è proprio quello di eliminare il morbillo e grazie alla vaccinazione i numeri dei casi sono calati drasticamente ma non del tutti eliminati. Nel 2019 sono stati segnalati 13.200 casi di morbillo in Europa, secondo i dati del European Centre for Disease Prevention and Control ‘’ECDC’’.

A livello nazionale il morbillo dal 1970 fino agli 90’ ha rappresentato dei picchi epidemici piuttosto alti. Con l’introduzione della vaccinazione e in particolare con l’aumento della copertura vaccinale a partire del 2000 i casi sono sempre in calo, ma non in linee con gli obiettivi dell’OMS e del Piano nazionale di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita 2010-2015. Secondo uno studio pubblicato recentemente l’Italia non ha potuto raggiungere l’obiettivo di eliminare il morbillo entro il 2015 ma contrariamente, tra il 2014 e il 2015 i casi sono leggermente aumentati. Si ipotizza che questo aumento sia dovuto alla circolazione di nuovi ceppi d’importazione legati ai viaggi internazionali.

Nel 2017, sono stati registrati 4885 casi con 4 decessi correlati all’infezione da morbillo, l’88% di essi non erano vaccinati. La complicanza più frequente è la diarrea.

Fonte: Sistema di sorveglianza Integrata Morbillo e Rosolia
 

Fonte: Sistema di sorveglianza Integrata Morbillo e Rosolia

TRASISSIONE

Il morbillo è una malattia infettiva esantematica molto contagiose a decorso acuto. Si trasmette per via aerea, principalmente tramite droplets (piccole particelle emesse dall’apparato respiratorio durante i colpi di tosse, starnuti o anche soltanto parlando) a breve distante, generalmente ad una distanza inferiore a 1 metro.

Non è da trascurare inoltre la possibilità che il morbillo possa essere trasmesso con particelle di aerosol. In quanto, in particolare situazioni, come ad esempio in una stanza poco arieggiata, il virus può sopravvivere per circa 2 ore infettando le persone suscettibili che inalano l’aria contenete il virus.

SINTOMI

I sintomi del morbillo iniziano a manifestarsi in media dopo circa 10 giorni dall’esposizione alla fonte di contagio, ma può variare da un minimo di 7 ad un massimo di 18 giorni.

La manifestazione clinica della patologia si può distinguere in 3 fasi:

  • La fase prodromica o delle mucositi o catarrale: dura circa 4-5 giorni, caratterizzata dalla comparsa della febbre, raffreddore, coinvolgimento delle mucose orale, congiuntivale e nasale con produzione di catarro. I soggetti infetti possono lamentare fotofobia, ovvero sensibilità alle fonti di luce, occhi congestionati e lacrimazione.  A livello del cavo orale la mucosa appare arrossata e tumefatta, osservando il palato molle invece si evidenziano delle piccole petecchie.

Intorno al secondo o terzo giorno della fase prodromica compaiono degli elementi puntiformi biancastre tipiche della malattia del morbillo note come “macchie di Koplik”, che scompaiono nel giro di 1 o 2 giorni.

  • La fase esantematica: dura circa 4-5 giorni, caratterizzata dalla comparsa di un esantema maculo papulare rossa ad evoluzione in senso cranio- caudale.  Inizia dalla regione retro-auricolare e dalla nuca per poi diffondersi sul volto, tronco e gli arti superiori e successivamente sul resto del corpo causando prurito. Queste macchie dopo circa 24/48 ore tendono a confluire formando una chiazza unica assumendo un colore più scuro.

La febbre in tale fase continua a persistere e si può notare un modesto gonfiamento dei linfonodi angolo-mandibolari e cervicali posteriori.

  • La fase di convalescenza: ovvero la fase della risoluzione della malattia, l’esantema in questa fase tende a regredire nello stesso senso della sua comparsa, quindi in senso cranio-caudale. Lasciando una colorazione tendenzialmente di colore brunastra accompagnata da una desquamazione simile alla forfora e scomparsa della febbre.

Complessivamente, il morbillo si risolve del giro di circa tre settimane, con un decorso benigno, tralasciando un’immunità permanente nel tempo. Mentre, in alcuni casi l’infezione può evolversi in forme cliniche molto gravi, soprattutto nei soggetti a rischio.

Le complicanze del morbillo si manifestano in circa il 30% dei casi con conseguenze a volte particolarmente gravi. Le maggiormente parte delle complicazioni sono dovute a superinfezioni batteriche a carico dell’apparato respiratorio come; otiti, laringiti, broncopolmonite batterica e polmonite interstiziale.

Un’ulteriore complicanza nota del morbillo è la diarrea. Si possono verificare anche complicanze neurologiche come l’encefalite, provocando disabilità intellettive, o un’encefalite subacuta sclerosante, condizione fatale, ma molto rare che si verifica dopo anni dalla malattia (circa 7/10 anni).

Altre complicanze sono quelle a carico dell’apparato cardiaco, oculare e immunitario (piastrinopenia). Il virus attaccando il sistema immunitario determina una depressione dell’immunità cellulare, in particolare i linfociti T, che può causare la riattivazione di una tubercolosi latente. Altri studi hanno dimostrato che in alcuni soggetti il virus è in grado di causare danni al nostro sistema immunitario rendendolo più vulnerabile nei confronti di infezioni che normalmente non rechino danni gravi, come l’influenza.

Da non dimenticare le complicanze del morbillo nelle donne in gravidanza, in cui viene associato un rischio di aborto spontaneo, parti prematuri e morte intrauterina, quest’ultima aumenta quando l’infezione avviene durante il primo e il secondo trimetre di gravidanza. In prossimità del parto in vece aumenta il rischio del morbillo neonatale.

DIAGNOSI

La diagnosi del morbillo viene accertata tramite una valutazione clinica della sintomatologica del paziente. Le macchie di Koplik sono un segno tipico della malattia del morbillo che porta alla sua diagnosi durante la fase prodromica.

Si possono effettuare indagine di laboratorio per la ricerca delle immunoglobuline specifiche per il morbillo di classe IgM che compaiono dopo circa 1-2 giorni dall’eruzione cutanea, indicando un’infezione in corso.

Un’ulteriore possibilità di diagnosi si basa sulla ricerca del virus nelle secrezioni respiratorie tramite la tecnica della PCR (Polymerase Chain Reaction).

TRATTAMENTO

Ad oggi, non esiste una terapia specifica per il morbillo. L’unico trattamento disponibile è quello di supporto per alleviare i sintomi della malattia, garantendo una buona idratazione soprattutto nei casi di diarrea e la somministrazione di un antipiretico per la febbre.

E’ stato testato l’utilizzo di un farmaco antivirale, la ribavirina, nei soggetti immunocompromessi con complicanze gravissime da morbillo, ma viene considerato un farmaco sperimentale.

L’OMS raccomanda la somministrazione della vitamina A nei soggetti affetti dal morbillo, soprattutto nei bambini, in quanto è stato dimostrato che nei casi di malnutrizione e di carenza di tale vitamina aumenta il rischio di complicanze da morbillo.

La cura si basa quindi sul trattamento dei sintomi.

PREVENZIONE

L’unica arma efficacie contro la malattia del morbillo è la vaccinazione. Il vaccino contro il morbillo è considerato tra i vaccini più sicuri e efficaci e garantisce un’immunità duratura nel tempo.

È un vaccino obbligatorio che viene somministrato sotto forma di un vaccino trivalente o tetravalente. Il trivalente previene le infezioni da morbillo, parotite e rosolia chiamato MPR. Mentre, il quadrivalente previene le infezioni contro morbillo, parotite, rosolia e varicella detto anche MPRV.

Il vaccino è costituito da virus vivi attenuati e viene somministrato per via sottocutanea. La vaccinazione è strutturata su due dosi a distanza di almeno 4 settimane, per tutti i soggetti che non sono stati vaccinati in età infantile.

Secondo il PNPV la prima dose del vaccino va effettuata tra il 12° ed il 15° mese di vita con un richiamo previsto intorno ai 5/6 anni di età. Ciò non implica che non possa essere effettuata prima.

In seguito alla vaccinazione i soggetti possono manifestare, dopo circa 7/8 giorni, febbre eruzione cutanea e tumefazione dei linfonodi, che generalmente regrediscono nel giro di 24-48 ore.

Essendo un vaccino a virus vivi attenuati alcuni soggetti sono esonerati dalla vaccinazione, come le donne in gravidanza, i soggetti con allergie note ad uno dei componenti del vaccino e nelle persone con grave deficit del sistema immunitario.

Negli ultimi anni vari studi hanno dimostrato l’aumento dell’incidenza del morbillo nei viaggiatori internazionali che si recano in aree in via di sviluppo, ciò ha reso ancora più necessario l’atto della vaccinazione nei viaggiatori.

Un’ulteriore misura di prevenzione consiste nella immunità passiva tramite la somministrazione delle immunoglobuline. Tale misura è indicata in condizione dove la vaccinazione è controindicata e va somministrata entro 6 giorni dall’esposizione. Viene effettuata alle donne in gravidanza, nei bambini al di sotto di 1 anno di età e nei soggetti immuonocompromessi.

In Italia, la vaccinazione contro il morbillo è resa disponibile dal Piano di Vaccinazioni Nazionale.


Fonti:

CDC

Epicentro


Bibliografia:

Brigitta M. , Rory D. , Stephen M. , Paul D. and Rik L. Measles Virus Host Invasion and Pathogenesis. Multidisciplinary Digital Publihing Istitute and Viruses, 20.025847//16.

Magurano F., Baggieri M., Filia A., Del Manso M., Lazzarotto T., Amendola A., D’Agaro P, Chironna M., Ansaldi F, Iannazzo S., Bucci P., Marchi A., Nicoletti L. Towards measles elimination in Italy: virological surveillance and genotypes trend (2013-2015). Virus Research, 2017.

Moroni M., Spinello A., Vullo V. Manuale di Malattie Infettive. Edra LSWR, Masson, 2018

Malattie Infettive: Morbillo, Ministero della Salute, 2018, disponibile a :

www.salute.gov.it 

Measles, World Health Organization, 2019, disponibile a:

www.who.int

Measles Annual Epidemiological Report for 2019, European Centre for Disease Prevention and Control, 2019, disponibile a:

www.ecdc.europa.eu

Morbillo & Rosolia News: il bollettino della sorveglianza integrata morbillo-rosolia, Istituto Superiore di Sanità, 2020, disponibile a:

www.epicentro.iss.it/morbillo/bollettino

Morbillo in Italia: bollettino settimanale, Istituto superiore della Sanità, 2017, disponibile a

Epicentro morbillo Measles WeeklyReport N35.pdf

 

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