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Candida auris: conosciamo meglio il super fungo

Data pubblicazione: 04/08/2022
Categoria: News - Autore: Staff Ambimed

Candida auris: conosciamo meglio il super fungo

Candida auris è un micete (o fungo) emergente, isolato per la prima volta nel 2009 in Giappone. È conosciuto anche con il nome di super fungo, poiché molto resistente ai principli farmaci antimicotici, o con il nome fungo killer, in quanto ha una alta letalità nei pazienti più fragili. Il suo nome scientifico, "Auris", deriva dal latino "orecchio", che è il primo sito in cui è stato isolato.

I primi focolai europei si sono verificati dal 2015 in Francia, e da allora sono in rapido ed allarmante aumento a livello globale. In Europa, sono stati segnalati 696 casi dal 2013 al 2019, mentre gli Stati Uniti hanno notificato oltre 3.700 colonizzazioni e 1.200 casi probabili o confermati nel corso del 2021. In Italia, dal 2019, sono stati segnalati sia casi importati che casi autoctoni di colonizzazione o infezione, per un totale di circa 300 casi.

L'aumento dei casi di Candida auris è altamente preoccupante perchè:

  • È un patogeno molto infettivo
  • circa il 90% dei casi risulta essere resistente almeno ad una delle 3 classi di antifungini disponibili
  • L’infezione spesso interessa pazienti già ospedalizzati e debilitati
  • I pazienti possono rimanere colonizzati a lungo
  • La letalità è elevata (circa 30% - 70%)
  • È particolarmente persistente nell’ambiente e difficile da eradicare; può avere una limitata suscettibilità ai comuni disinfettanti
  • È difficile da identificare senza tecnologia specifica
  • Ha causato focolai in ambienti sanitari. Per questo motivo, è importante identificare rapidamente C. Auris in un paziente ricoverato in ospedale in modo che le strutture sanitarie possano prendere precauzioni speciali per fermare la sua diffusione.

Chi è a rischio di infezione da C. Auris?

Le persone che hanno recentemente trascorso o stanno trascorrendo un periodo di ricovero ospedaliero, con dispositivi invasivi quali catetere venoso centrale, sondini alimentari, sonde respiratorie, hanno un più alto rischio di contrarre un'infezione da C. auris. Evidenze suggeriscono che i fattori di rischio per le infezioni da Candida auris sono generalmente simili a quelli per altri tipi di infezioni da Candida:  chirurgia recente, diabete, uso antibiotico ad ampio spettro e antifungino, sistema immunitario debilitato. Le infezioni da C. auris sono state osservate in pazienti di tutte le età, dai neonati pretermine agli anziani.

Come viene diagnosticata l'infezione da C. auris?

Come altre infezioni da Candida, le infezioni da C. auris sono solitamente diagnosticate in laboratorio da colture di sangue o altri fluidi corporei. Tuttavia, sono necessari speciali test di laboratorio per identificare C. Auris, che si basano generalmente sulla tecnologia MALDI-TOF (Matrix Assisted Desorption Ionization - Time Of Flight). Il fungo può essere tuttavia facilmente confuso con altre specie più comuni di Candida, in particolare Candida haemulonii. In questi casi può essere utile tenere conto della caratteristica resistenza ai farmaci, che può aiutare a distinguere tra forme diverse di Candida.

Quali sono i sintomi?

Generalmente, le persone sane hanno un rischio molto basso di contrarre infezioni invasive da C. auris.

Il sintomo più comune di infezione invasiva è iperpiressia, la febbre alta oltre i 40 gradi, che non migliora dopo la terapia antibiotica. Tuttavia, i sintomi possono variare in base al sito corporeo interessato. Più frequentemente, C. auris ha causato infezioni del torrente ematico, infezioni intra-addominali, infezioni di ferite ed otiti. Inoltre, il micete è stato isolato anche da liquido biliare, tratto respiratorio e urina, ma non è ancora chiaro se possa provocare infezioni a livello di polmoni, vescica o altri distretti.

Le infezioni da C. auris sono curabili?

Le infezioni da C. auris possono essere trattate con una classe di farmaci antifungini chiamati echinocandine. Tuttavia, alcune infezioni da C. auris presentano una resistenza a diverse molecole e classi di agenti antifungini, incluso fluconazolo e altri azoli, rendendole più difficili da trattare. In questa situazione, possono essere necessarie più classi di antifungini somministrate contemporaneamente a dosi elevate per trattare l'infezione.

Può una persona morire di infezione con C. auris?

Sì. Le infezioni invasive con qualsiasi specie di Candida possono essere fatali. Ad oggi, la letalità è molto elevata, fino al 30-60%. Il rischio cala sensibilmente se la diagnosi è effettuata per tempo e la terapia avviata rapidamente.

Come si diffonde C. auris?

La trasmissione avviene principalmente con il contatto con persone colonizzate o infette, o tramite il contatto con superfici e oggetti contaminati. Questi contatti avvengono tipicamente in ospedale, ma non è possibile escludere la possibilità di diffusione in comunità.

Le principali misure di controllo delle infezioni per la prevenzione della trasmissione di C. auris in ambito sanitario sono:

  • Aderenza all'igiene delle mani, e utilizzare le precauzioni quando raccomandate (come indossare guanti e sovracamice)
  • Pulizia e disinfezione con prodotti efficaci dell'ambiente di cura del paziente e delle attrezzature riutilizzabili.
  • Stretta aderenza alle norme igieniche nell'inserimento e gestione di dispositivi medici invasivi come cateteri venosi centrali, cateteri urinari e tubi per tracheotomia. Inoltre, una rivalutazione continua dello stato del paziente al fine di permettere la rimozione tempestiva dei dispositivi quando non sono più indispensabili.
  • I pazienti potenzialmente colonizzati o infettati devono essere ricoverati in stanza singola e tutti i visitatori e il personale di assistenza devono osservare le corrette procedure: igiene delle mani, camice e guanti monouso, decontaminazione delle apparecchiature e dei dispositivi utilizzati da altri pazienti.
  • I pazienti colonizzati con C. auris e sottoposti a procedure chirurgiche possono avere un maggior rischio di infezioni. Pertanto, la preparazione del paziente in sala operatoria deve essere eseguita utilizzando un agente appropriato ed efficace.
  • Tracciamento tempestivo i contatti stretti di un caso di C. auris.
  • Sorveglianza di laboratorio di campioni clinici per rilevare ulteriori casi.

Il viaggiatore è a rischio di infezione?

È improbabile che un viaggiatore sano abbia una aumentata probabilità di infettarsi con C. auris. Le infezioni si sono verificate principalmente in pazienti ospedalizzati e debilitati. Le persone che si recano in un altro paese per cercare cure mediche o che sono ricoverate in ospedale per un qualsiasi motivo, possono avere un aumento del rischio di infezione da C. auris.

Fonte: Center for Diseases Control and Prevention; Ministero della Salute

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