Le complicanze del turismo sanitario

Data pubblicazione: 08/09/2021
Categoria: Ultime notizie - Autore: Dott.ssa Chiara Dall'Asta

Le complicanze del turismo sanitario

Il turismo sanitario è un settore del turismo che comprende il turismo medico, quello del benessere e quello termale. Il turismo medico coinvolge persone che richiedono un accesso a terapie mediche vere e proprie, quello del benessere si rivolge a chi desidera mantenere o migliorare il proprio stato di salute e quello termale a chi desidera relax e prevenzione. Queste tre forme di turismo hanno, ovviamente, delle aree di sovrapposizione, soprattutto quello medico e quello del benessere.

In questo articolo andremo ad approfondire il turismo medico.

Il turismo medico è stato definito efficacemente come “il fenomeno delle persone che viaggiano dal loro Paese di origine ad un altro con lo specifico bisogno di cure mediche” e non è certo un fenomeno recente: esistono scritti che testimoniano di viaggi da tutta la Grecia Antica e dall’Asia Minore alla volta dei templi di Asclepio, Dio della Medicina.

Gli ambiti più richiesti del turismo medico sono i trapianti d’organo, la chirurgia estetica (quest’ultimo in grande incremento con interventi mastoplastica additiva e rimodellamento dei glutei, addominoplastica, liposuzione, blefarochirurgia e rinoplastica), l’odontoiatria, la chirurgia bariatrica, la medicina della fertilità.

Il numero delle persone che si mettono in viaggio per motivi medici è in continua crescita ed è stimato intorno ai 4 milioni all’anno. Le ragioni che spingono le persone a cercare assistenza medica all’estero sono diverse:

  • in alcuni Paesi i costi di determinati interventi sono inferiori così come le liste di attesa;
  • in altri Paesi ci sono leggi meno restrittive in merito all’interruzione di gravidanza, alla fecondazione in vitro e ai trapianti d’organo;
  • in ultimo alcuni viaggiatori gradiscono associare un trattamento medico a una vacanza all’estero.

Le destinazioni più ricercate sono Paesi come Thailandia, India, Pakistan, Messico, Ecuador e Caraibi, ma anche alcuni Paesi Europei e gli Stati Uniti d’America. Tra i Paesi Europei, sicuramente possiamo nominare Francia, Germania, Italia, Svezia e Polonia costituiscono una destinazione prevalente, ma recentemente anche la Spagna e alcuni Paesi dell’Europa dell’Est sono diventati mete ambite: la prima per i percorsi di fecondazione assistita, i secondi anche per l’odontoiatria.

Purtroppo, le procedure mediche e chirurgiche effettuate nei Paesi a basso reddito sono spesso gravate da complicanze infettive dovute alla facilità di ottenere le licenze o alla mancanza di procedure di sicurezza; inoltre, i presidi medico-chirurgici e i farmaci utilizzati possono non dover rispondere agli stessi standard di qualità del Paese di residenza. Alla maggiore probabilità di infezione correlata alle procedure mediche (le più frequenti sono le infezioni della ferita chirurgica, quelle trasmissibili per via ematica, le infezioni nosocomiali e in particolare tra queste quelle antibiotico-resistenti) è necessario aggiungere la possibilità di contrarre infezioni endemiche del Paese scelto, quali ad esempio malaria, febbre gialla, Chikungunya e dengue.

Un focus particolare va dedicato alle infezioni antibiotico-resistenti, tra cui quelle da Enterobacteriaceae carbapenem-resistenti e da Mycobatteri non tubercolari. Questi ultimi causano infezioni della cute e dei tessuti molli, dei linfonodi, delle ossa e dei polmoni ma anche infezioni disseminate e sono molto frequenti in Paesi dove il turismo medico è molto diffuso quali Messico, Brasile, Ecuador, Venezuela, India, Cina, Vietnam, Thailandia, Turchia e Tunisia.

La chirurgia estetica, in considerazione della mancata copertura da parte dei sistemi di assistenza sanitaria nazionale e spesso delle assicurazioni, riveste un ruolo molto importante nel turismo medico poiché attrae pazienti di aree ricche in Paesi a basso reddito; purtroppo, questi interventi sono gravati da importanti complicanze: ad esempio, la possibilità di infezioni dopo mastoplastica additiva è pari al 2-3% e può manifestarsi fino a un mese dopo la chirurgia.

Infine, sono molte le persone che si rivolgono a cliniche estere perché la lista di attesa dei trapianti d’organo è molto lunga. In alcuni Paesi è legale acquistare un organo da donatore vivente, ma purtroppo lo screening del donatore non sempre segue adeguate regole di sicurezza; questo porta ad esporsi ad infezioni quali HBV, HIV, HCV oltre che alle già citate infezioni endemiche dei Paesi dove si sceglie di essere operati. Non si può dimenticare che i pazienti che si sottopongono a trapianto sono anche maggiormente esposti a tutte le infezioni, poiché la terapia immunosoppressiva è parte integrante del percorso chirurgico del trapianto; in particolare, esiste un elevatissimo rischio di infezione da Strongyloides stercoralis, un parassita endemico nei Paesi tropicali e subtropcali, che causa una sorta di iperinfezione (cioè le larve si diffondono tramite il flusso sanguigno) nei soggetti immunodepressi.

È quindi fondamentale che chi sceglie di affidarsi al turismo medico possa avvalersi una consulenza prima del viaggio, che sia effettuata almeno 4-6 settimane prima in modo da poter valutare la necessità della adeguata copertura vaccinale e profilattica basata sia sul Paese che si intende raggiungere sia sulle personali condizioni di salute.

Anche in questo Ambimed è al primo posto per assistere i propri utenti nell’organizzazione del viaggio sanitario valutando tutte le strutture del territorio sulla base degli standard qualitativi. Informati con una Consulenza pre viaggio sui potenziali rischi associati alla destinazione di viaggio scelta. L'informazione è la prima prevenzione.

Fonti:

  • Connell, J; Tourism Management, 2013: 34, 1
  • Mainil, T, et al; Research for TRAN Committee – Health tourism in the EU: a general investigation, European Parliament, Policy Department for Structural and Cohesion Policies, Brussels, 2017
  • Pavli A, et al; J travel Med 2021, 28: 1
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