Vaccino meningite da meningococco B

La meningite causata dal Neisseria meningitidis continua ad essere una delle principali infezioni a causare morbilità (frequenza percentuale di una malattia in una collettività) e mortalità a lungo termine in tutto il mondo, nonostante i miglioramenti nella terapia intensiva e la disponibilità di antibiotici efficaci.

Gli sforzi principali per ridurre la sua incidenza e controllare la sua diffusione sono tradizionalmente e primariamente focalizzati sulla prevenzione attraverso la vaccinazione. In questo senso, con l'uso diffuso dei vaccini coniugati MenC, il sierogruppo B del meningococco è diventato la principale causa di meningite batterica e setticemia nei bambini piccoli in Europa nonché responsabile di un terzo dei casi in Nord America. Il sierotipo MenB è responsabile del 59% dei 341 casi di malattia meningococcica invasiva in Lombardia e Piemonte.

Se per gli altri sierogruppi meningococcici (A, C, W135, Y) è stato sviluppato un vaccino sulla base di polisaccaridi capsulari specifici del sierogruppo, fino ad ora un vaccino efficace a copertura ampia contro il gruppo capsulare B non era disponibile. Infatti, la progettazione di un vaccino a base di proteine ​​contro il meningococco B aveva incontrato numerose sfide nel corso di questi ultimi decenni.

I nuovi tipi di vaccini multicomponenti di ultima generazione (Bexsero e Trumenba) sono in grado di offrire una protezione più ampia contro Neisseria meningitidis del sierogruppo B e sono basati sul sequenziamento dell'intero genoma meningococcico per identificare gli antigeni di superficie dei ceppi meningococcici.
 

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CALENDARIO VACCINALE

In Italia sono stati autorizzati due tipi di vaccino anti-meningococco B e ne abbiamo riportato le caratteristiche di somministrazione nella tabella seguente.
 

Vaccino

Età alla prima dose

Immunizzazione primaria

Intervalli tra le dosi

Richiamo

Bexsero

Dai 2 mesi a 5 mesi

3 dosi

Non meno di 1 mese

Sì, una dose tra i 12 e i 15 mesi di età con un intervallo di almeno 6 mesi tra la serie primaria e la dose di richiamo

 

2 dosi

Non meno di 2 mesi

Bambini tra 6 e 11 mesi

 

2 dosi

Non meno di 2 mesi

Sì, una dose nel secondo anno di vita con un intervallo di almeno 2 mesi tra il ciclo primario e la dose di richiamo

Bambini tra 12 e 23 mesi

2 dosi

Non meno di 2 mesi

Sì, una dose con un intervallo compreso tra 12 e 23 mesi tra il ciclo primario e la dose di richiamo

Bambini tra 2 e 10 anni

2 dosi

Non meno di 1 mese

Nei soggetti a rischio continuativo di esposizione alla malattia meningococcica deve essere tenuta in considerazione una dose di richiamo, sulla base delle raccomandazioni ufficiali

Adolescenti a partire dagli 11 anni

2 dosi

Trumenba

Adolescenti e adulti > 11 anni

2 dosi

Non meno di 6 mesi

La sicurezza e l’efficacia di Trumenba nei bambini di età inferiore ai 10 anni non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili.

 

 

 

RICHIAMO

Una dose di richiamo deve essere considerata dopo entrambi i regimi di somministrazione per gli individui a rischio continuativo di malattia meningococcica invasiva.
 

ETA'

La vaccinazione anti-meningococco B può essere somministrata a partire dai 2 mesi di età (Bexsero). La vaccinazione è fortemente raccomandata nella popolazione pediatrica e negli adolescenti. Trattandosi di un vaccino sicuro ed efficace è consigliato anche a tutta la fascia adulta.
 

MODALITA' DI SOMMINISTRAZIONE

Il vaccino viene somministrato per via intramuscolare.
 

EFFETTI INDESIDERATI E CONTROINDICAZIONI

Le reazioni avverse indicate con maggiore frequenza sono: dolore, rossore e indurimento nel sito di iniezione, malessere, febbre, cefalea, irritabilità, sintomi gastrointestinali. La somministrazione del vaccino va rinviata nei soggetti affetti da infezioni febbrili acute.

Controindicazioni al vaccino anti-meningococco sono:

-reazione allergica grave (anafilassi) dopo la somministrazione di una precedente dose;
-reazione allergica grave (anafilassi) a un componente del vaccino.

Se è presente uno stato di gravidanza o allattamento è necessaria un’attenta valutazione del rischio e beneficio da parte del Medico specialista.

Se emerge nella storia clinica una malattia invasiva meningococcica, essa costituisce una falsa controindicazione.

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