Redazionale

Un caso di Febbre Gialla in Sierra Leone

Data pubblicazione: 30/12/2022
Categoria: Alert sanitari - Autore: Staff Ambimed

Un caso di Febbre Gialla in Sierra Leone

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha segnalato un caso sospetto di febbre gialla (Yellow Fever) in un agricoltore di 67 anni residente nel distretto di Kono, in Sierra Leone, risultato positivo all’esame diagnostico presso l'Institut Pasteur di Dakar il 19 ottobre 2022.

Il paziente mostrava febbre, mialgia generalizzata grave, crampi muscolari e ittero. L’indagine ha dimostrato che non era vaccinato contro la febbre gialla.

Durante la ricerca epidemiologica, non sono stati diagnosticati ulteriori casi di malattia nelle strutture sanitarie circostanti e nella comunità limitrofa al caso. Il paziente è guarito completamente dopo essere stato ricoverato. Secondo le stime dell'OMS e dell'UNICEF per il 2021, la copertura vaccinale per la febbre gialla in Sierra Leone era dell'85%.

Dodici Paesi della Regione Africana dell'OMS ( Camerun, Repubblica Centrafricana, Ciad, Costa d'Avorio, Repubblica Democratica del Congo, Ghana, Kenya, Niger , Nigeria, Repubblica del Congo, Sierra Leone e Uganda) hanno segnalato focolai di febbre gialla nel 2022.

La Febbre Gialla

La febbre gialla è una malattia virale acuta causata da un Arbovirus, presente principalmente nelle aree tropicali dell’Africa, nel centro e nel sud America.

La febbre gialla si trasmette all’uomo tramite le punture delle zanzare infette del genere Aedes (che trasmettono altre malattie come la Zika, la Chikungunya e la Dengue).

Una volta contratto, il virus della febbre gialla ha un periodo di incubazione di circa 3-6 giorni. Molte persone non manifestano sintomi ma, quando questi si verificano, i più comuni sono febbre, dolore muscolare con mal di schiena prominente, mal di testa, perdita di appetito, nausea e/o vomito. Nella maggior parte dei casi i sintomi scompaiono dopo 3 o 4 giorni. Una piccola percentuale di pazienti, tuttavia, entra in una seconda fase più tossica entro 24 ore dalla guarigione dai sintomi iniziali. La febbre alta ritorna e sono colpiti diversi organi, di solito il fegato e i reni. In questa fase è probabile che le persone sviluppino ittero (ingiallimento della pelle e degli occhi, da cui il nome "febbre gialla"), urine scure e dolore addominale con vomito. Il sanguinamento può verificarsi dalla bocca, dal naso, dagli occhi o dallo stomaco. La metà dei pazienti che entrano nella fase tossica decede entro 7-10 giorni.

Si tratta di una malattia che può provocare situazioni di estrema gravità, al punto che diversi Paesi hanno reso obbligatoria la vaccinazione preventiva a tutti i viaggiatori in arrivo da zone a rischio.

Il vaccino viene somministrato a partire dai 9 mesi di età e conferisce un’immunità che dura per tutta la vita.

È importante ricordare che i viaggiatori diretti in aree endemiche da febbre gialla, oltre alla vaccinazione, devono adottare comportamenti idonei per la prevenzione delle punture delle zanzare, utilizzando repellenti efficaci e abbigliamento adeguato.

Fonti:

Reliefweb;

WHO;

Outbreaknewstoday

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