Dengue

zanzara tigre che trasmette la dengueLa dengue è una malattia infettiva di origine virale, causata dall’omonimo virus, della famiglia dei Flaviviridae. Sono stati isolati 4 sierotipi differenti di dengue virus, classificati come DENV-1, DENV-2, DENV-3 e DENV-4; una persona può sviluppare la malattia per ognuno di questi. Si ritiene che all'infezione primaria, in genere causata da un singolo sierotipo, consegua immunità permanente a quel sierotipo. Mentre l'immunità crociata con gli altri sierotipi è solo parziale e temporanea. Le infezioni successive pertanto (infezioni secondarie) provocate da un sierotipo diverso dal precedente possono aumentare il rischio di sviluppare una grave dengue, per un meccanismo immunitario molto complesso che determina un’alterazione della risposta all’infezione. In pratica le probabilità che la dengue si possa manifestare in maniera grave in viaggiatori provenienti da paesi occidentali sono molto scarse. Il viaggiatore difficilmente si può infettare in più di un’occasione. Importante è comunque proteggersi dalla prima infezione da dengue mediante l’adozione di misure individuali di protezione come esplicitato in un altro articolo nel sito chiamato "Non farti pungere".

Il 40% della popolazione mondiale, che corrisponde a circa 3 miliardi di persone, vive in zone a rischio di trasmissione di dengue. La malattia è infatti endemica in oltre 100 paesi e colpisce ogni anno più di 400 milioni di persone, di cui circa 22.000 muoiono.


DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA

La dengue è endemica in oltre 100 paesi, dall’Africa, Americhe, Mediterraneo orientale, fino al sud-est asiatico, Pacifico occidentale e in tutte le regioni tropicali, con variazioni locali del rischio determinate da precipitazioni, temperatura, umidità relativa e urbanizzazione rapida in assenza di pianificazione urbanistica.
Il trend epidemico è caratterizzato da un andamento crescente, con 1.2 milioni di casi registrati nelle Americhe, Sud-est Asiatico e Pacifico occidentale nel 2008 e oltre 3.34 milioni nel 2016.
L’aumento dei nuovi casi di dengue è attribuibile anche alla diffusione del virus verso nuove aree. 
Molteplici fattori, come il cambiamento climatico e la conseguente diffusione della zanzara vettore, l’urbanizzazione o i viaggi interocontinentali, possono influenzare lo sviluppo di focolai di dengue anche in zone che non avevano mai sperimentato la malattia.
In Europa, nel 2012 si registrò il primo focolaio epidemico di dengue nell’isola di Madeira, in Portogallo, dove il virus ha contagiato più di 2000 persone.
Nel 2015, nel sud della Francia, a Nimes, si è verificata una trasmissione autoctona del virus Dengue (DENV-1), che ha causato 7 casi d’infezione. Il paese, come molti altri d’Europa, ospita la zanzara vettore, l’Ae. albopictus, che ne ha permesso la diffusione. Il caso identificato come primario è stato importato dalla Polinesia francese.
Nel 2017, in Europa si sono verificati solo casi di importazione: 23 paesi europei hanno riportato 2026 casi di virus Dengue. La Germania ha riportato il più alto tasso (31.3%), seguita da Inghilterra (23%), Francia, Spagna e Svezia.


IL VETTORE

La dengue è trasmessa all’uomo attraverso il morso infetto della zanzara femmina della specie Aedes, del genere aegypti o albopictus.

L’Aedes aegypti è attualmente distribuita nelle zone tropicali di Africa e in regioni subtropicali come il Sud America, il Medio Oriente, il Sud-est Asiatico, il Pacifico, le isole indiane e l'Australia settentrionale. Ae. aegypti non è ad oggi presente nelle zone più temperate poiché incapace di sopravvivere agli inverni, a questa tendenza potrebbe invertirsi in un futuro in cui le temperature globali aumenteranno. La zanzara è un vettore competente anche di febbre gialla, chikungunya, zika, West Nile virus e naturalmente anche del virus Dengue.

L’Aedes albopictus, invece è presente in quasi tutto il mondo, anche in Italia dove comunemente viene chiamata zanzara tigre. È una zanzara in grado di veicolare la febbre gialla (meno competente rispetto l’Ae. aegypti), rift falley fever, West Nile virus, chikungunya, zika.

Entrambe le zanzare prediligono pungere l'uomo, con attività sia all’esterno che all’interno, soprattutto di giorno.


SINTOMI

La dengue provoca nelle persone colpite un ampio spettro clinico, da una forma subclinica o asintomatica (nella quale le persone non si accorgono nemmeno di essere infette), a forme sintomatiche caratterizzata da febbre anche elevata e persistente per più di dieci giorni, artromialgie tipiche e un esantema rosato diffuso specie sulla cute del tronco, in alcuni molto meno frequentemente si arriva a gravi sintomi simil-influenzali e anche interessamento dei parenchimi, epatico e/o encefalitico. Alcuni soggetti sviluppano una forma di dengue grave, caratterizzata da sanguinamento grave, compromissione degli organi a tipo MOF e/o perdite plasmatiche. La dengue grave ha un rischio elevato di exitus se non gestita in modo appropriato. La dengue grave è stata riconosciuta per la prima volta negli anni '50 durante le epidemie di dengue nelle Filippine e in Thailandia. Oggi, la dengue grave colpisce la maggior parte dei paesi asiatici e latinoamericani ed è diventata una delle principali cause di ricovero e morte tra bambini e adulti in queste regioni.

Il periodo di incubazione della dengue varia dai 5-6 giorni, e può esitare in malattia non complicata e severa. I sintomi generalmente si manifestano con febbre, dolori retrobulbari, dolori muscolari e articolari, disordini gastro-intestinali ed eruzione cutanea. Solitamente la malattia si risolve dopo circa 7 giorni.

Circa 1 persona su 20 sviluppa la forma severa, con comparsa di febbre, vomito (circa 3 episodi nelle 24 ore), sanguinamento dal naso o gengive, o tracce di sangue nel vomito o nelle feci.

La malattia può esitare in shock e decesso.


DIAGNOSI

Il sospetto per dengue può derivare dall’analisi clinica del paziente, con osservazione dei sintomi manifestati, o dall’anamnesi (ad es, recente viaggio in zona endemica).
Generalmente la ricerca del virus si basa sulla ricerca degli antigeni, e su ricerca sierologica.


TRATTAMENTO

Non esiste un trattamento specifico per dengue. La terapia si basa sul supporto sintomatologico e delle funzioni vitali.


PREVENZIONE

La prevenzione per la trasmissione di dengue inizia da una corretta profilassi comportamentale, soprattutto durante il giorno, momento in cui le zanzare sono più attive.

  1. Usa un efficace repellente per zanzare 
    Il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) raccomanda repellenti con i seguenti principi attivi: DEET (>25%); Picaridina; IR3535; Olio di Eucalipto Limone (OLE); Para-menthane-diol; 2-undecanone.
  2. Copriti 
    Utilizza abiti che coprano gambe e braccia, preferibilmente di colore chiaro. 
  3.  Controlla l’ambiente intorno a te 
    L’acqua stagnante è un habitat perfetto per la proliferazione delle zanzare. Assicurati che non ci siano ristagni d’acqua in: pneumatici scartati o contenitori industriali, piscine, scarichi di scolo e sottovasi.

Per ridurre il rischio ti trasmissione, la lotta sistematica attraverso campagne di disinfestazione contro la popolazione di Aedes risulta essere un intervento fondamentale.

Il vaccino per la dengue

Nel 2019, la Food and Drug Administration americana (FDA) ha annunciato l'approvazione di Dengvaxia, il primo vaccino per la dengue. Il vaccino protegge contro tutti i sierotipi (1, 2, 3 e 4) ed è indirizzato alle persone di età compresa tra 9 e 16 anni, con pregressa infezione Dengue confermata in laboratorio e che vivono in aree endemiche.

Il dengvaxia è un vaccino vivo, attenuato, che viene somministrato con tre iniezioni a tempo 0, sei e dodici mesi. Saranno necessari nuovi studi affinché la vaccinazione possa essere raccomandata ad una popolazione più ampia.

 

Fonte: CDC, WHO

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